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Teatro "Tasso" Sorrento Piazza Sant' Antonino,25 - 80067 Sorrento
per info 081.807.55.25

L'Accademia Tasso - il progetto

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QUALCHE DOMANDA AL DIRETTORE ARTISTICO Pietro Pignatelli

 

·        Cosa è il musical?

Il musical (abbreviazione di musical comedy) è un genere di rappresentazione teatrale che si avvale contemporaneamente di più tecniche espressive e comunicative.

L'azione viene portata avanti sulla scena, non solo dalla recitazione, ma anche dalla musica, dal canto e dalla danza che fluiscono in modo spontaneo e naturale.

In questo genere ogni particolare risulta indispensabile per la riuscita dello spettacolo, dai costumi alla scenografia includendo regia, coreografie e luci, senza dimenticare gli attori (o meglio, i performers) che devono essere in grado di comunicare emozioni ricorrendo, spesso contemporaneamente, a discipline come la recitazione, la danza e il canto.

L’America… è lì che hanno inventato questo genere di spettacolo.

Anzi no, non era l’inglese John Gay, quello che ha scritto l’ “Opera dello Straccione”, intorno alla metà del Settecento, con tutte le canzoncine che andavano di moda in quell’epoca? Vabbè, però il modello è nato con gli americani.

Il musical ha origine dai ceti popolari della società americana e si sviluppa come una forma di teatro rivolta alle masse e a un pubblico molto variegato. La sua struttura ed il suo stile permettono allo spettatore di poter seguire lo spettacolo come nel vaudeville, il teatro di varietà, risultando più scorrevole e di più semplice comprensione rispetto alla prosa tradizionale.

 

 

·        Come è nato in lei questo grande entusiasmo per il musical?

Recitare, cantare, ballare credo sia una vera sfida per l’attore, in gergo si parla di tre su tre, molto difficile trovare in Italia chi possa riuscirci pienamente.

Io sono di Napoli ed è lì che ho cominciato a studiare per cercare di avvicinarmi il più possibile a questo grande status artistico. Dall’accademia in poi è stato tutto un susseguirsi di corsi e laboratori vari.

Dopo la prosa sono approdato al musical e me ne sono subito innamorato; ho partecipato a cinque musical sia in teatro che al cinema e sempre con ruoli molto interessanti, a dire il vero mi sono pure cimentato nella scrittura e nella regia di un paio di musical.

 

 

·        Dove hai imparato a cantare e a danzare?

Io studio canto con il metodo Voice Craft di Joe Estill. Che cos’è? E’ un metodo che si basa sulla fisiologia del canto, ossia sull’utilizzo di meccanismi innati di emissione vocale, come il pianto o il riso, è valido e anche divertente!

Non sono un ballerino ahimè, ma mi è capitato di ballare in più di un musical... che fatica ragazzi!!!

Ecco, c’è una cosa però che vorrei dire a proposito di danza e mi è capitato anche di parlarne in qualche stage di recitazione per danzatori. Si tratta dell’importanza di danzare con gli occhi: saper guardare, vuol dire dirigere lo sguardo nello spazio perché è questo il segnale che l’attore-danzatore reagisce a qualcosa di preciso. Per esempio uno che esegue in maniera straordinaria gli esercizi del suo allenamento, se il suo sguardo non è precisamente direzionato, le sue azioni non hanno forza. Il corpo può essere, al contrario rilassato, ma gli occhi essere in azione, cioè guradare per vedere e allora l’intero corpo diventa vivo. E’ come se gli occhi fossero una seconda spina dorsale dell’attore.

 

 

 

·        La Commedia musicale italiana?

Una volta mi è capitato di vedere un vecchio filmato con Mastroianni in “Ciao Rudy”, mi sono stupito vedendolo ballare, cantare… era spiritoso, spigliato…mitico! Una volta ho letto che Mastroianni era dimagrito non so quanto e che aveva smesso pure di fumare per un po’ prima di essere scritturato da Garinei e Giovanni, i padri della commedia musicale italiana. Io avrei fatto lo stesso se non di più per loro, hanno fatto la storia della commedia musicale italiana… e che storia! Il loro primo spettacolo si chiamava “Cantachiaro” e Anna Magnani che ne era la protagonista, davanti al loro copione, pare che abbia detto: mamma mia come me piace sta robba! Poi sono venute Wanda Osiris, Alberto Sordi, Rascel, Modugno, Gino Bramieri, Delia Scala, Manfredi, Paolo Panelli, Aldo Fabrizi, Ornella Vanoni, Milva, Dorelli… Montesano, un romano della Garbatella che pareva rubato a Broadway. Magari continuassimo questa tradizione coerentemente all’importante “passato” che ho appena citato!

 

 

·        Nello specifico, cosa Le piace e l’emoziona di più in un musical?

Uno degli aspetti che mi piacciono di più del musical è l'unità corale del canto come delle coreografie. E’ una bella sensazione sentire il gruppo, la compagnia che unisce le sue forze per eseguire un brano o anche una coreografia. La divisione delle parti, le armonizzazioni… un’estasi!

Ah, cosa è un’armonizzazione? E’ l’unione, la consonanza di più voci che producono un’armonia di suoni che sembrano andare in tante direzioni, ma che invece convergono poi piacevolmente in un unico punto… l’orecchio di chi ascolta!

Ti può capitare però anche l’opposto, ossia di lavorare da solo, come me in un monologo che recito su Van Gogh. Qui l’unità corale, l’armonizzazione e tutto il resto le trovi e le esprimi da solo, è più difficile, ma ugualmente eccitante! Come? Come quando fai convergere tutte le tue forze in una mano che deve lanciare un oggetto su un bersaglio molto lontano, così fai con la voce e i sentimenti che devi esprimere sul palco. Solo che qui il bersaglio è il cuore dello spettatore.

 

·        Lo scopo quindi è Emozionare?

Esatto, lo scopo è sempre quello: EMOZIONARE!!! E per riuscirci l’attore, deve nutrire il proprio corpo sensibile? Ossia ciò che qualcuno chiama anima, qualcuno chiama energia, qualcuno chiama consapevolezza, insomma la propria sensibilità! Che è poi quella che ti fa tirare fuori i personaggi da interpretare. L’ascolto e l’osservazione di sé e degli altri, è secondo me, al di là di ogni scuola o dogma, un buon lavoro da fare in questo senso. Come? Secondo me, nel primo caso con lo joga o le tecniche di meditazione ad esempio, nel secondo assolutamente il viaggio, l’incontro!

Ed è proprio a proposito d’incontri con una compagna d'arte Alessandra Aprea che mi trovo qui a parlare di musical all’interno di un progetto così bello e complesso qual è l’Accademia del Musical del teatro “Tasso” di Sorrento, ossia di quello con Maurizio Mastellone e Nicola Astarita, i due proprietari del Teatro”Tasso”. La loro idea tenuta chiusa in un cassetto già da qualche anno, cioè rendere questo meraviglioso scrigno d’arte qual è il Teatro “Tasso”, una vera e propria fucina di nuovi e promettenti talenti artistici, ha finalmente preso forma e colore imbattendosi nel mio entusiasmo e nella mia voglia di diffondere la mirabile arte del Musical. Ed è così che nasce la prima Accademia del Musical del sud. Un triennio di formazione tecnico-artistica che proietterà nel mondo del lavoro teatrale e musicale, nuovi e ben preparati professionisti.

L’Accademia avrà una durata triennale con frequenza obbligatoria e affronterà in primis lo studio delle tre discipline fondamentali del musical: Canto, Recitazione e Danza, a cui saranno abbinate discipline complementari atte ad arricchire e perfezionare la formazione di ciascun allievo.