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Si
è riaperto a Sorrento, dopo più di un decennio di chiusura e di
ristrutturazioni, il Cinema Teatro “Tasso”, ubicato nell'antico
convento dei Padri Teatini a Piazza S. Antonino oggi sede del
Municipio. Qui, negli anni Venti del nostro secolo, si tennero i
primi spettacoli cinematografici in penisola sorrentina; allora il
teatro si chiamava “Sala Tassiana” ma, in estate, le
rappresentazioni si tenevano all'aperto, nell'area retrostante il
grande edificio conventuale che era un tempo l'orto dei Teatini.
Gli spettacoli, com'è intuibile, erano anche teatrali; risale in
proposito al 1921 la prima stagione lirica estiva (ne esiste ancora
una locandina), che fu organizzata dai signori Massa, Mastellone e
Russo, veri pionieri dell'imprenditoria nel campo degli spettacoli.
Le prime proiezioni cinematografiche risalgono già all'epoca del
muto. Allora, l'apparecchio per le proiezioni funzionava manualmente
e le pellicole mute erano accompagnate al pianoforte dal maestro
Gennaro D'Esposito, padre di Salve D'Esposito, il celebre autore
della canzone Anema e core, e al violino dal maestro Antonino De
Lizza, entrambi sorrentini. Nel 1933, con un accordo ufficiale,
l'Azienda Autonoma per la Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo di
Sorrento affidò la gestione degli ambienti del Teatro, sia al chiuso
che all'aperto, ad Antonino
Casola,
Luigi Cozzolino e Vincenzo Mastellone. Il contratto fu stipulato il
5 maggio 1933 e registrato con nr. 194; esso prevedeva fra l'altro
l'uso di proiettori cinematografici di ottime marche: Zeiss, Ikon,
Imperial, Nitzsche e Siemens. Podestà del tempo e mediatore
dell'accordo era il giovane e dinamico Conte Francesco Garzilli, al
quale recentemente il Centro Capasso ha dedicato un bel volume. Col passare degli anni unico gestore degli spettacoli del Teatro Tasso rimase Vincenzo Mastellone, cui subentrò più tardi il figlio Luigi. Ancor oggi la famiglia Mastellone prosegue l'attività di nonno Vincenzo con Maurizio, figlio di Luigi.Personaggio degno di nota Vincenzo Mastellone. Egli nacque a Sorrento nel 1881 e vi morì nel 1956. La sua principale attività lavorativa era quella di portiere del Grand Hotel Vittoria, ma s'inventò anche un servizio di autonoleggio che riscosse grande successo non solo fra i sorrentini ma soprattutto fra i viaggiatori che visitavano Sorrento, allora non ancora imbottigliati nei pullman gran turismo. Affittava automobili lussuose e di grandi marche: Scad, Lancia e Fiat. L'imprenditoria teatrale era dunque per Vincenzo un'attività secondaria e nacque sicuramente per passione personale e per interesse culturale. Luigi Mastellone, detto Gigetto, è stato un degno continuatore dell'opera del padre Vincenzo. Egli incrementò l'attività del Teatro Tasso. Fra l'altro eliminò i vecchi palchetti e creò dei palchi a due piani più funzionali ai bisogni del pubblico. La ristrutturazione fu affidata all'ingegnere Amerigo Gargiulo.Lo stesso Luigi Mastellone, negli anni Sessanta, avvalendosi dell'architetto Gaetano Mascolo e dell'ingegnere Antonino Cesaro, ristrutturò ancora il teatro e lo dotò di una copertura definitiva (in precedenza era coperto con un tendone). Molte strutture e reminiscenze del passato, alcune delle quali risalenti all'antica funzione monastica, furono purtroppo
cancellate. Oggi, finalmente, anche il Cinema
Teatro Tasso, grazie alla lungimiranza di Maurizio Mastellone, il quale
prosegue l'opera del nonno Vincenzo e del padre Gigetto, e dell'altro sorrentino
Nicola Astarita (nipote di Cesare Astarita che per anni fu operatore di
macchina al Tasso), è stato restituito alla città.
La sala ha oggi una capienza di 310 posti in platea e 150 in galleria ,
ha recuperato alcune delle strutture del monastero teatino. L'architettura
originale del 1608. Le pareti sono stante restaurate col cosiddetto cuci
e scuci da vecchi e abilissimi maestri.
(Da "Sud Immagine e memoria")
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