Errore durante l'esecuzione della Creazione guidata Area risultati database.
Impossibile completare l'operazione. Se il problema persiste, contattare l'amministratore del server.


 

 


 

TEATRO TASSO SORRENTO
Piazza S. Antonino, - 80067 Sorrento (Na) - Italy -
Infoline +39.081.807.55.25

Select your language



 
Italiano
Deutsche
  English
Francaise

Si è riaperto a Sorrento, dopo più di un decennio di chiusura e di ristrutturazioni, il Cinema Teatro “Tasso”, ubicato nell'antico convento dei Padri Teatini a Piazza S. Antonino oggi sede del Municipio. Qui, negli anni Venti del nostro secolo, si tennero i primi spettacoli cinematografici in penisola sorrentina; allora il teatro si chiamava “Sala Tassiana” ma, in estate, le rappresentazioni si tenevano all'aperto, nell'area retrostante il grande edificio conventuale che era un tempo l'orto dei Teatini. Gli spettacoli, com'è intuibile, erano anche teatrali; risale in proposito al 1921 la prima stagione lirica estiva (ne esiste ancora una locandina), che fu organizzata dai signori Massa, Mastellone e Russo, veri pionieri dell'imprenditoria nel campo degli spettacoli. Le prime proiezioni cinematografiche risalgono già all'epoca del muto. Allora, l'apparecchio per le proiezioni funzionava manualmente e le pellicole mute erano accompagnate al pianoforte dal maestro Gennaro D'Esposito, padre di Salve D'Esposito, il celebre autore della canzone Anema e core, e al violino dal maestro Antonino De Lizza, entrambi sorrentini. Nel 1933, con un accordo ufficiale, l'Azienda Autonoma per la Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo di Sorrento affidò la gestione degli ambienti del Teatro, sia al chiuso che all'aperto, ad Antonino Casola, Luigi Cozzolino e Vincenzo Mastellone. Il contratto fu stipulato il 5 maggio 1933 e registrato con nr. 194; esso prevedeva fra l'altro l'uso di proiettori cinematografici di ottime marche: Zeiss, Ikon, Imperial, Nitzsche e Siemens. Podestà del tempo e mediatore dell'accordo era il giovane e dinamico Conte Francesco Garzilli, al quale recentemente il Centro Capasso ha dedicato un bel volume. Col passare degli anni unico gestore degli spettacoli del Teatro Tasso rimase Vincenzo Mastellone, cui subentrò più tardi il figlio Luigi. Ancor oggi la famiglia Mastellone prosegue l'attività di nonno Vincenzo con Maurizio, figlio di Luigi.Personaggio degno di nota Vincenzo Mastellone. Egli nacque a Sorrento nel 1881 e vi morì nel 1956. La sua principale attività lavorativa era quella di portiere del Grand Hotel Vittoria, ma s'inventò anche un servizio di autonoleggio che riscosse grande successo non solo fra i sorrentini ma soprattutto fra i viaggiatori che visitavano Sorrento, allora non ancora imbottigliati nei pullman gran turismo. Affittava automobili lussuose e di grandi marche: Scad, Lancia e Fiat. L'imprenditoria teatrale era dunque per Vincenzo un'attività secondaria e nacque sicuramente per passione personale e per interesse culturale. Luigi Mastellone, detto Gigetto, è stato un degno continuatore dell'opera del padre Vincenzo. Egli incrementò l'attività del Teatro Tasso. Fra l'altro eliminò i vecchi palchetti e creò dei palchi a due piani più funzionali ai bisogni del pubblico. La ristrutturazione fu affidata all'ingegnere Amerigo Gargiulo.Lo stesso Luigi Mastellone, negli anni Sessanta, avvalendosi dell'architetto Gaetano Mascolo e dell'ingegnere Antonino Cesaro, ristrutturò ancora il teatro e lo dotò di una copertura definitiva (in precedenza era coperto con un tendone). Molte strutture e reminiscenze del passato, alcune delle quali risalenti all'antica funzione monastica, furono purtroppo cancellate. Oggi, finalmente, anche il Cinema Teatro Tasso, grazie alla lungimiranza di Maurizio Mastellone, il quale prosegue l'opera del nonno Vincenzo e del padre Gigetto, e dell'altro sorrentino Nicola Astarita (nipote di Cesare Astarita che per anni fu operatore di macchina al “Tasso”), è stato restituito alla città. La sala ha oggi una capienza di 310 posti in platea e 150 in galleria , ha recuperato alcune delle strutture del monastero teatino. L'architettura originale del 1608. Le pareti sono stante restaurate col cosiddetto “cuci e scuci” da vecchi e abilissimi maestri.

(Da "Sud Immagine e memoria")

 

 

Copyright ®  2004 Teatro Tasso